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	<title>Concezio Rosa Archivi - La Citt&agrave; Magazine</title>
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	<description>Una Citt&#224; Per Cambiare</description>
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		<title>Ambiente: un servizio climatico per mappare aree a rischio inondazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 15:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[BioBacco]]></category>
		<category><![CDATA[Concezio Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ENEA ha sviluppato un nuovo servizio in grado di mappare le aree costiere a rischio inondazione per il cambiamento climatico che abbina modelli ad alta risoluzione (con maglia 7x7km), tecnologie satellitari (Variazioni della superficie terrestre registrate dai satelliti con maglia 100x100m) e rilievi sul campo. Il nuovo servizio climatico è stato messo a punto da un team di ricercatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>ENEA</b><span style="font-weight: 400;"> ha sviluppato un nuovo servizio in grado di</span><b> mappare le aree costiere a rischio inondazione </b><span style="font-weight: 400;">per il cambiamento climatico che abbina modelli ad alta risoluzione</span> <span style="font-weight: 400;">(</span><i><span style="font-weight: 400;">con maglia 7x7km)</span></i><span style="font-weight: 400;">, tecnologie satellitari</span> <span style="font-weight: 400;">(</span><i><span style="font-weight: 400;">Variazioni della superficie terrestre registrate dai satelliti con maglia 100x100m</span></i><span style="font-weight: 400;">)</span><span style="font-weight: 400;"> e rilievi sul campo. Il nuovo servizio climatico è stato messo a punto da un team di ricercatori composto da climatologi, esperti GIS, oceanografi e geologi ed è stato presentato al XXI Congresso </span><i><span style="font-weight: 400;">International Union for Quaternary Research</span></i><span style="font-weight: 400;"> (INQUA), una delle più importanti conferenze internazionali sulle scienze del Quaternario che si è svolta di recente a Roma. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Le Scienze del Quaternario studiano l’evoluzione recente del pianeta, del paesaggio e degli ecosistemi e sono indispensabili per la ricostruzione dei processi naturali in atto, per discriminare i cambiamenti globali indotti dall&#8217;uomo rispetto a quelli naturali e capire quali risorse sono realmente rinnovabili al fine di garantire una transizione ecologica ed energetica rispetto al nostro attuale modello di sviluppo. Si tratta di tematiche dalla portata scientifica ed applicativa fondamentali per comprendere gli sviluppi della più recente era dell’Antropocene, durante la quale, l’uomo, con le sue attività, è riuscito ad incidere sui processi geologici, sulla risorsa acqua, sul clima e sul paesaggio con modifiche territoriali e strutturali.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad oggi, sono state completate le mappe di Follonica-Piombino e Marina Di Campo in</span><b> Toscana</b><span style="font-weight: 400;">, Fertilia-Alghero in</span><b> Sardegna </b><span style="font-weight: 400;">e Parco Nazionale del Circeo (Latina-Sabaudia) nel</span><b> Lazio</b><span style="font-weight: 400;"> (fig. 1, 2, 3), mentre sono in via di definizione quelle dei litorali della Spezia, Roma, Napoli, Brindisi, Taranto e Cagliari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo servizio di mappatura intende fornire a </span><b>decisori pubblici </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>pubbliche amministrazioni</b><span style="font-weight: 400;"> centrali e locali le tendenze evolutive del territorio, in modo da pianificare le</span><b> strategie di adattamento</b> <i><span style="font-weight: 400;">(Per adattamento al cambiamento climatico si intende la capacità di adottare misure adeguate a prevenire o ridurre al minimo i danni e gli effetti avversi dei cambiamenti climatici)</span></i><b> al cambiamento climatico</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I risultati dei nostri studi hanno dimostrato che entro la fine del secolo, i beni maggiormente esposti al rischio di inondazione sono le zone umide, le aree di retrospiaggia e retroduna e alcune infrastrutture marittime”, sottolinea Sergio Cappucci del Laboratorio ENEA di Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico. “Per ciò che riguarda le zone umide e le aree di retrospiaggia – aggiunge – il rischio di inondazione rispetto all&#8217;attuale livello medio del mare è dovuto alla bassa quota e alla subsidenza, mentre per le infrastrutture costiere come porti, opere di difesa, moli, casse di colmata, la causa sembra riconducibile al naturale affondamento sul fondo marino”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, l’approccio innovativo si compone di tre fasi: nella prima, grazie all’utilizzo dei modelli digitali del terreno di alcune delle piattaforme nazionali ed europee (come il Portale Cartografico Nazionale per i modelli digitali e il programma Copernicus per i movimenti verticali della superficie terrestre), vengono individuate le aree costiere che nei prossimi decenni saranno più vulnerabili alle variazioni del livello del mare. La seconda fase riguarda la valutazione approfondita delle categorie di beni più esposte alle inondazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Grazie alla disponibilità di Modelli Digitali Terrestri (DTM) del periodo 2008-2012 con dati ad altissima risoluzione per quasi tutto il territorio nazionale (da 5x5m fino a 1x1m), siamo in grado di effettuare analisi preliminari su vaste porzioni di territorio, in tempi relativamente brevi”, spiegano Gaia Righini e Lorenzo Moretti della Divisione ENEA di Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Nelle proiezioni di aumento del livello del mare dell’IPCC mancano i dettagli regionali che sono fondamentali per lo studio di un’area così ‘speciale’ come quella del Mediterraneo”, evidenzia Roberto Iacono, del Laboratorio ENEA di Modellistica climatica. &#8220;In questo contesto la messa a punto del nuovo approccio consente di valorizzare gli sforzi che la comunità scientifica ed europea stanno facendo per condividere piattaforme di dati e informazioni ambientali e per realizzare un servizio climatico </span><i><span style="font-weight: 400;">open access</span></i><span style="font-weight: 400;"> ad alta risoluzione, con scenari sempre più affidabili e realistici, al fine di valutare gli impatti futuri del cambiamento climatico e pianificare opportune strategie di prevenzione e adattamento”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La terza fase consiste nei rilievi sul campo. Misure, campionamenti, datazioni e rilievi geologici consentono, infatti, di migliorare la qualità dei dati e dei modelli digitali della superficie terrestre, ma anche di individuare le diverse componenti che contribuiscono agli scenari indicati nelle mappe di inondazione e che i satelliti non sono ancora in grado di rilevare singolarmente, vale a dire tettonica, subsidenza, carico e compattazione dei sedimenti litosferici, aggiustamento glaciale e variazioni delle falde acquifere conseguenti allo sfruttamento delle risorse idriche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Come ricorda il titolo </span><i><span style="font-weight: 400;">Time for change</span></i><span style="font-weight: 400;"> del Congresso INQUA 2023, è tempo di cambiare e, grazie a questo nuovo approccio, ENEA può fornire in tempi rapidi un contributo a un inevitabile cambio di passo rispetto alle metodologie utilizzate fino ad oggi. Ad esempio, attraverso valutazioni e calibrazioni in tutto il territorio nazionale che consentirebbero di arrivare a una più puntuale definizione di quelle aree in cui la probabilità di inondazione deve essere considerata in dettaglio al fine di evitare rischi per le popolazioni e gli insediamenti produttivi”, conclude Sergio Cappucci.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-weight: 400;">Concezio Rosa</span></p>
<p style="text-align: right;"><i><span style="font-weight: 400;">Fonte: Enea.it</span></i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11400" src="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-300x200.jpg 300w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-1024x683.jpg 1024w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-768x512.jpg 768w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-696x464.jpg 696w, https://lacittamagazine.it/wp-content/uploads/2023/09/1-ambiente-un-servizio-climatico-per-mappare-aree-a_s-1068x712.jpg 1068w, 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